Per un anno da favola

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Lo so...non abbiamo resistito al Natale! Potevamo mangiare meno, prenderci maggiore cura di noi stessi ma non ce l’abbiamo fatta. Anche il 2009 ci ha lasciato e non ce l’abbiamo fatta...a mantenere impegno a tutti i buoni propositi, a rispettare la tabella di marcia, a realizzare quanto ci eravamo proposti.

Adesso abbiamo un’ altra occasione: il nuovo anno, il 2010, un anno che potrà cambiare la vita a tutti coloro che davvero lo vogliono e lasciare intatta l’esistenza di quanti sono soddisfatti, appagati, di tutti quelli che non cambierebbero una virgola della loro esistenza, e di quanti si accontentano perchè il cambiamento potrebbe essere anche peggio e al peggio si sa, non c’è mai fine.

Dunque considerazioni filosofiche a parte, cosa possiamo fare di concreto per cominciare bene questo 2010 e far si che possa essere un anno fantastico?

Intanto, sicuramente perdonarsi per il passato che su quello tanto non possiamo più intervenire, e invece cominciare a guardare quello che non va. Nero su bianco compilare su un foglio una lista di tutte le cose che quest’anno non sono andate, e di tutte le cose che in generale non vanno.

Vedrete che come per magia il foglio si riempirà...a molti mancherà lo spazio, altri, i soliti pochi baciati dalla dea bendata non troveranno nulla da scrivere, altri invece faranno in modo di non trovare nulla, ossia non si metteranno nella condizione di vedere cosa non va; ed è importante da fare questa lista, doloroso forse per qualcuno, comunque importante.

Fatta la lista? Cominciamo adesso con il riempire la lista n° 2, la più difficile, quella dove dobbiamo invece scrivere che cosa ci piace, che cosa ci va e questo, sembra banale, ma non è facile da individuare, ma è altresì importante perchè questo è ciò che può davvero cambiare la nostra vita: Individuare con assoluta certezza cosa vogliamo davvero...e qualunque cosa sia dobbiamo avere il coraggio di scriverla su quel benedetto foglio!!!

Fatto? Bravi! Adesso arriva in effetti la parte più difficile ma anche la più stimolante...darsi da fare per ottenere ciò che abbiamo scritto sulla lista n°2.

E’ vero non sempre è semplice, non per tutti almeno, ma sapere individuare cosa vogliamo davvero e saperlo raggiungere è molto importante ed è quella differenza che distingue una vita pienamente realizzata e vissuta da una dove si sono accumulati cassetti pieni di rimpianti.Non è semplice abbiamo detto, infatti è proprio a questo che serve il coaching. Questa premessa mi è servita per spiegare cosa è un coach, un allenatore per dirla all’italiana. Oggi se ne parla tanto , ma sembra una cosa riservata soltanto a pochi ricchi e snob che non hanno di meglio da fare. E se quei pochi fossero ricchi e a voi sembrano anche un po’ snob, solo perchè hanno saputo sfruttare questa risorsa?A questo non avevate pensato? Un coach serve perchè da soli non è facile, tante cose sfuggono, tante ce le lasciamo sfuggire e quindi un coach può fare la differenza, perchè ti aiuta a scoprire il tuo talento, ad avere l’autostima e l’amor proprio necessari ad autoaffermarlo, e infine, ma cosa veramente importante, ti aiuta a sapere come realizzare i tuoi obiettivi e ti aiuta a realizzarli:Ti fornisce insomma il passaporto per una vita felice; e se felice vi sembra troppo, comunque appagata, senza cose lasciate a mezzo, rimpianti per non avere fatto qualcosa che magari nemmeno sappiamo bene cos’è.

Un coach serve per mostrarti la realtà così com’è e intervenire su di essa: Inutile continuare a cullare sogni irraggiungibili che continueranno a creare soltanto frustrazione, meglio coltivare realtà possibili e capaci di soddisfarci. Dunque concretezza, ecco un altro dei regali di un esperienza di coaching.

E questo cosa c’entra per esempio con il dimagrimento? Vedersi e essere grassi e avere un pessimo rapporto con la propria figura è già un fallimento in partenza e ci chiude le porte anche ad altre possibilità di cambiamento...si perchè se non so intervenire sulla mia figura , se non mi piaccio come sono, come potrò portare nel mondo una me o un me vincente? Mi trascinerò insieme al peso in eccesso, un me o una me che parla di sconfitta, di non avercela fatta...vi pare che qualunque cosa faccia potrò essere convincente? E se anche avessi convinto qualcuno, potrò continuare ad ingannare me stesso? La risposta è NO. Non si può e la psicosomatica ci insegna e io vi dico, che per quanto nello sviluppo di una patologia concorrano molteplici cause diverse fra loro, una di esse è sicuramente l’autoinganno:Questo proprio non riusciamo a perdonarcelo, e infatti, spesso la malattia non è altro che l’ultima ratio, l’ultima possibilità che il nostro io mette in atto per farsi ascoltare.Allora il primo passo è regalarsi un immagine soddisfacente, ricavare il massimo da noi, fare tutto quello che possiamo per piacersi, e regalarsi una figura più snella.

Vi fidate? Posso aiutarvi...BUON ANNO a tutti!!!

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