Conosci le tue intolleranze alimentari?
Scritto da Patrizia Colbertaldo Venerdì 06 Maggio 2011 21:46

Oggi sempre più spesso sentiamo parlare di intolleranze alimentari; sembra che tutti siamo diventati intolleranti a qualche cibo e sugli scaffali dei supermercati vediamo comparire cibi “nuovi”, soprattutto nuovi tipi di pasta, e latte di qualità diverse, per esempio di soia o di riso. Sarà una delle ultime mode a travolgerci o ci sarà qualche cosa di vero? Come sempre qualche cosa di vero c’è, quindi, lungi dal “buttare via il bambino con tutti i panni sporchi”, vediamo di fare un po’ di chiarezza. Le intolleranze alimentari, non sono una moda, ma sono purtroppo un problema che rischia di minare nel profondo la nostra salute.
Vediamo innanzitutto che cosa si intende per “intolleranze alimentari”.
Da circa sei anni, sono state definite scientificamente “allergie ritardate”: ossia anziché dare una reazione immediata come le allergie, hanno bisogno per “scattare”, che l'introduzione del cibo sia ripetuta per più giorni di fila. Le intolleranze alimentari, rappresentano dunque un’ipersensibilità di tipo allergico che non risponde in modo immediato all’introduzione del cibo come nel caso delle allergie, ma presentano i loro effetti in modo differito e purtroppo subdolo, causando sintomi simili.
Dunque, se la persona allergica al latte risponderà all’assunzione di quest’alimento con una risposta immediata ( dal mal di pancia alla diarrea, fino allo shock anafilattico nei casi più gravi), la risposta dell’intollerante”, scatterà solo quando l’assunzione del latte avrà oltrepassato la soglia d’allarme di quella persona. e vi sarà una risposta del corpo attraverso il manifestarsi di un sintomo patologico. Uno dei motivi per cui scatta un’intolleranza, è che ci alimentiamo spesso con gli stessi cibi, mangiando verdure e frutti fuori stagione: basti pensare al pomodoro, condimento principe del piatto di pasta, e purtroppo onnipresente anche nei menù delle scuole dei nostri figli.
Se osserviamo la Natura, ci rendiamo conto di come essa ci doni frutti diversi a seconda della stagione, vediamo che i pomodori non maturano tutto l’anno se non in coltura forzata, così come il cocomero, che ricchissimo di acqua, matura nella stagione calda, proprio quando l’organismo ne ha più bisogno. Naturalmente le ragioni di un’intolleranza sono molteplici e comunque, una volta divenuti intolleranti, è importante da una parte non allarmarsi oltremodo, ma allo stesso tempo fare qualcosa per consentire all’organismo di “alleggerirsi”, anche per scongiurare l’instaurarsi di possibili patologie che nel tempo possono diventare anche gravi.
I segnali spia della presenza di una o più intolleranze sono per citare quelli più comuni, ritenzione idrica, gonfiore diffuso, colite, stitichezza, dolori addominali, cefalea, dermatiti e forme psoriasiche, reflusso gastro-esofageo e alitosi. L’intolleranza, una volta instauratasi deve essere diagnosticata con un test specifico, non basato sulle identificazione delle immunoglobuline di tipo E (IgE), ma sull’effetto che lo stimolo ripetuto da parte di certi alimenti, ha sulle cellule linfocitarie (Th). Oggi il test più valido per la valutazione di un’intolleranza, è senz’altro il Thema 400; è un test indolore che valuta circa 470 alimenti, e si è rivelato talmente preciso e affidabile da ricevere ben 14 certificazioni da parte di enti pubblici e privati. Il Thema 400 può essere effettuato anche sui bambini in estrema tranquillità e la versione a loro dedicata, valuta anche la tolleranza alle diverse marche di latte in polvere, ai più comuni alimenti per l’infanzia, e anche ai cibi dei fast food e alle merendine.
Conoscere le intolleranze è molto importante, importante, perché la loro persistenza, genera un’infiammazione cronica dell’organismo che diventa terreno fertile per lo svilupparsi di patologie; é indispensabile inoltre per tutti quelli che vogliono e/o devono dimagrire perché un organismo infiammato si difende accumulando acqua (ritenzione idrica, gonfiore) e grasso, che difficilmente può essere rimosso se prima non vengono rimosse appunto le intolleranze. Conoscere le proprie intolleranze alimentari è infine veramente una preziosa risorsa in più, nonchè una risposta seria e scientificamente ben documentata per tutte quelle persone che pur non mangiando molto continuano a ingrassare e non si spiegano perché, e anche per tutti coloro che soffrono di voglie compulsive alimentari e si trovano a dover lottare con attacchi di fame improvvisi e incontrollabili; è dunque un arma vincente anche per sconfiggere l’obesità dilagante, ma nessun rimedio e nessun farmaco sarà mai abbastanza efficace se non sarà unito alla vostra volontà di cambiare.
In altre parole la SALUTE è nelle VOSTRE MANI. Namaste
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